La sessualità secondo il Tantra

Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail

sesso caldo tantra

La pratica del Tantra, proveniente anch'essa dall'India, ha una tradizione antica, che si sviluppò a metà del primo millennio d.C., ma ebbe il suo periodo di maggior fioritura nel X e XII secolo d.C.; si differenzia da altri percorsi spirituali perché privilegia il corpo e con esso il risveglio dei sensi e la sessualità.

 

La parola di origine sanscrita è composta da Tan, che significa 'espansione', e Tra, che vuoi dire 'liberare'.

Seguendo le pratiche del Tantra, dunque, si può divenire liberi e si può espandere la propria coscienza del reale e dei mondi sottili.

Nel Tantra l'energia si manifesta in 3 forme principali: Manas, l'energia mentale; Prana, quella del respiro; Virya, l'energia sessuale.

 

Si stabilisce così una stretta correlazione fra la mente e il corpo, in cui la respirazione fa da ponte fra le varie parti di noi e fra noi e il Cosmo. È quindi importante curare sia l'inspirazione sia l'espirazione, che ci permette di 'introiettare' l'Universo del quale l'essere umano diventa partecipe.

Il raggiungimento della piena espressione di sé si attua alimentando il corpo sottile, ossia una copia energetica del corpo fisico, dotato di un proprio sistema di trasmissione, accumulazione e trasformazione dell'energia vitale.

 

Il Prana è la somma delle energie presenti nell'Universo; indica una sorta di energia cosmica che trascende l'essere umano nella sua particolarità e che, allo stesso tempo, gli dà vita. Il Prana è qualcosa di simile a ciò che i filosofi greci chiamavano il soffio vitale, che si diffonde nell'essere umano rendendolo vivo e che viene esalato con l'ultimo respiro, per poi tornare al Cosmo.

 

Attraverso il Pranayama, il controllo del respiro, la forza cosmica entra nell'organismo donandogli vigore. Se la medicina occidentale considera i muscoli, lo scheletro, il sistema circolatorio, eccetera, in Oriente l'anatomia contempla anche il 'corpo sottile' che penetra e pervade il corpo fisico.

 

Le componenti più importanti di questo sistema sono i Chakra ('ruota', in sanscrito), centri di accumulazione e di trasformazione del Prana, rappresentati come vortici di energia. I Chakra sono 7: il primo si trova alla base della spina dorsale; il secondo nella zona genitale; il terzo all'altezza dell'ombelico; il quarto all'altezza del cuore; il quinto nella gola; il sesto, chiamato anche 'terzo occhio', fra le sopracciglia; il settimo, detto 'della Corona', sulla sommità del capo.

 

L'apertura dei Chakra, ossia l'eliminazione dei blocchi energetici che possono mantenerli inattivi, consente alla persona di raggiungere la piena espressione di sé. Durante l'unione sessuale i Chakra, aperti in entrambi i partner, permettono una comunicazione empatica a livello profondo.

Il Tantra è un percorso che crea benessere e armonia, senza proporre alcuna morale tramite il Tantra si padroneggiano il desiderio e il piacere non combattendoli, ma immergendosi in essi, accogliendoli e lasciandoli fluire.

 

È importante ricordare che il Tantra non è una religione e non impone alcuna credenza; l'obiettivo della pratica è espandere al massimo e liberamente la propria coscienza, scoprendone le infinite potenzialità, recuperando l'essenza di sé, nascosta dalle sovrastrutture sociali e formali cui l'uomo si piega nella speranza di poter controllare la propria vita.

Se l'uomo riesce a liberare l'energia sessuale che, in quanto energia primordiale, permea tutte le cellule, se riesce a orientarla senza lasciarsene travolgere, vivrà un'esistenza più piena, migliorando anche il suo 'agire'.

 

Secondo il Tantra la sfera vitale ed emotiva dell'essere umano è il più grande serbatoio di energia che esso possieda. Per questo, l'energia sessuale non deve essere vista come una mera pulsione istintuale, ma come una potenziale forza creatrice.

 

Un simbolo orientale di questa energia, utilizzato anche nel Tantra per rappresentare l'energia sessuale, è Kundalini: un serpente che riposa acciambellato alla base della colonna vertebrale.

Lo scopo del potenziamento dell'energia sessuale è far sì che Kundalini si elevi, proprio come un serpente che svolge le sue spire, e si allunghi verso il capo percorrendo tutta la colonna vertebrale e apportando beneficio all'intero organismo.

 

Secondo il Tantra, però, l'innalzamento di Kundalini deve andare di pari passo con l'evoluzione dell'anima-mente della persona. L'energia sessuale diviene quindi la sorgente della vita stessa, ora illuminata dalla consapevolezza.

Così il Tantra, oltre a essere lo strumento per condurre l'individuo all'armonia e alla consapevolezza di sé, è anche la 'via' per recuperare la salute. Perché ciò possa accadere l'individuo si abbandona completamente alla percezione dei sensi, che vengono potenziati dalla forza dell'energia sessuale.

 

Nella pratica del Tantra ha grande importanza l'allestimento dell'ambiente dove si farà l'amore: bisogna scegliere accuratamente i colori, i profumi, i suoni, elementi che, come vedremo, sono impiegati anche nelle tecniche proposte in questi articoli.

L'unione dell'uomo e della donna secondo i principi del Tantra consente di raggiungere ciò che gli indiani chiamano Ananda, l'estasi sessuale.

 

Le motivazioni che spingono a fare sesso tantrico possono essere molte: il desiderio di avere figli, il piacere fisico, la liberazione spirituale. Ma l'estasi, condizione rara, si raggiunge quando coesistono 3 elementi fondamentali: l'atemporalità, la scomparsa dell'ego, la naturalezza. Lo scopo del Tantra è provocare, prolungare e aumentare la frequenza dell'estasi.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna