Il fascino del sesso e della trasgressione

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il simbolismo del corpo

 

Ciò che fa del sesso un tabù, forse, è proprio il grande significato simbolico attribuito al corpo. Infatti, anche se proviamo a considerarlo semplicemente come uno 'strumento' biologico, che può servire sia per procreare sia per ottenere piacere, inconsciamente sopravvivono in noi le sue rappresentazioni arcaiche.

 

Possiamo quindi parlare di sesso e provare a distaccarci dai significati latenti che accompagnano il tema, ma per molti il pensiero sul corpo rimarrà caratterizzato da una profonda ambivalenza fatta di fascino misto a desiderio di trasgressione.

 

Si parla molto di sesso, sui lettini degli psicanalisti, attraverso i media, ma paradossalmente, a volte, è proprio l'estrema oggettivazione del corpo che ne dichiara il simbolismo inespresso.

 

Così succede che si possa discutere in pubblico di problemi inerenti l'apparato riproduttivo, oppure interessarsi di pratiche sessuali orientali dal vago sapore esotico; quando però varchiamo i confini della nostra camera da letto, quando ci troviamo di fronte al corpo del partner e nei suoi occhi vediamo riflesso il nostro, il discorso si complica e le tecniche, la teoria, la lucidità e la chiarezza che possedevamo sull'argomento si dissolvono.

 

Possiamo concentrarci sull'aspetto biologico e medico della sessualità, ma non potremo mai dimenticare del tutto la ierogamia, il significato profondo dell'unione celeste fra Cielo e Terra. Simbolicamente, ogni volta che ci accoppieremo sentiremo il peso e la responsabilità del ripetere un'unione celeste e del potere creativo che ne deriva, quindi, le aspettative e i tabù torneranno a investire il rapporto sessuale.

 

Per godere appieno della 'potenza' dell'unione sessuale, tuttavia, non bisogna negare questo aspetto, anzi conviene riconoscerlo, accettarlo e imparare a utilizzarne l'infinito potere che può persino ristabilire lo stato di salute dell'individuo e, in ogni caso, rinsaldare l'intimità e il valore profondo di un legame affettivo.

 

Il corpo dell'altro, allora, si spoglierà dell'inviolabile tabù posseduto dai corpi di nostra madre o di nostro padre, che per primi risvegliarono in noi il desiderio sessuale; sarà, invece, un universo da esplorare e conoscere utilizzando tutti i sensi e tutte le modalità di cui siamo capaci. Il nostro corpo non avrà più il divieto dell'autoerotismo, e diventerà quella metà dell'universo che il partner cerca e può incontrare.

 

Solo così il rapporto sessuale si trasformerà in un viaggio verso la conoscenza di sé e dell'altro, alla scoperta di quella potente energia creatrice che, oltre a manifestarsi e rinnovarsi nel prodotto del concepimento, può ristabilire l'equilibrio e la salute del nostro corpo e di quello del partner.

 

Liberamente tratto da "Per piacere e per salute" di E. Minelli e N. Vozzella

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