La sessuologia: nascita e sviluppi

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sesso sessualità e sessuologia

Lo studio sistematico della sessualità prese l'avvio in epoca vittoriana, quando l'argomento era un tabù; forse fu proprio l'estremo senso del pudore di allora a indurre gli uomini di scienza a occuparsi del tema.

 

Va detto, però, che in quel periodo (tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento) si stava delineando un modello di studio riduzionista e positivista in tutte le discipline: dalla medicina alla psicologia. Fu quindi inevitabile che anche la sessualità finisse sotto la lente di ingrandimento della scienza nascente per essere analizzata secondo i suoi criteri.

 

Il vero fondatore della sessuologia è Magnus Hirschfeld (1868-1935) per volontà del quale nacque a Berlino, nel 1919, l'Istituto di Sessuologia, il primo centro di ricerca sul sesso.

 

Successivamente, nel 1947, negli Usa, fu fondato l'Istituto di Sessuologia dell'Università dell'Indiana, che nel 1981 venne ribattezzato Alfred C. Kinsey Institute, in memoria del biologo americano che nel 1938 iniziò, con i suoi collaboratori, una ricerca sul comportamento sessuale da cui ebbero origine 2 testi diventati dei classici: Il comportamento sessuale dell'uomo, del 1948 e Il comportamento sessuale della donna, del 1953.

 

Le ricerche che portarono alla pubblicazione dei suddetti volumi furono compiute da Kinsey in modo sistematico: lui e i suoi collaboratori somministrarono, a un vasto campione di cittadini americani, un questionario al quale bisognava rispondere descrivendo le proprie abitudini sessuali.

 

Le domande riguardavano le posizioni assunte durante il coito, la frequenza dei rapporti sessuali, la pratica della masturbazione e altro ancora.

 

Le interviste di Kinsey diedero origine a polemiche anche nello stesso ambiente accademico, che sfociarono nella revoca dei fondi all'Istituto universitario. Tuttavia, l'interesse per l'argomento era cresciuto e così, nel 1966, in un periodo storico ricco di cambiamenti, fu avviata una nuova ricerca da parte di William H. Master e di Virginia E. ]ohnson. I due studiosi, alla fine del loro lavoro, pubblicarono il volume L'atto sessuale nell'uomo e nella donna, risultato di un'indagine durata 12 anni.

 

Prima della nascita della sessuologia moderna la cura dei disturbi sessuali era 'territorio' della psicanalisi, che aveva postulato il legame esistente tra disagio psicologico e difficoltà dello sviluppo psicosessuale. Grazie alla sessuologia divenne possibile distinguere nettamente  i disturbi di origine organica da quelli di matrice psicologica.

 

La terapia che ha saputo coniugare meglio il corporeo con lo psichico è stata la bioenergetica, le cui linee generali vennero definite da Alexander Lowen, che sviluppò alcuni concetti del suo maestro, Wilhelm Reich. Alla base delle teorie di Lowen era l'osservazione del fatto che alcuni blocchi muscolari possono impedire il fluire dell'energia.

 

Per esempio, le persone che mantengono contratto il diaframma hanno una minore capacità respiratoria e quindi una ridotta ossigenazione dell'organismo, che può indurre stanchezza cronica e depressione. Agendo sul corpo e rimuovendo le tensioni è dunque possibile migliorare anche il funzionamento della mente.

 

Lo sblocco dell'energia può avvenire su 2 versanti: quello psicologico e quello muscolare-corporeo, ristabilendo così quell'unità mente-corpo che il riduzionismo occidentale sistematicamente ignora.

 

Non si è in errore, quindi, nel ritenere, in accordo con la tradizione taoista, che alcune posizioni sessuali possano sciogliere le tensioni corporee migliorando sia il funzionamento dell'organismo sia l'equilibrio della vita psichica.

 

Liberamente tratto da "Per piacere e per salute" di E. Minelli e N. Vozzella

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