La relazione sessuale: problematiche e difficoltà

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L'amore fra un uomo e una donna è un'esperienza emotiva piuttosto complessa, che implica la proiezione di molte aspettative sulla figura propria e del partner.

 

In una relazione d'amore l'incontro sessuale costituisce un'occasione nel corso della quale piccole tensioni o conflitti, normalmente gestiti in ambito cosciente e razionale, possono emergere in modo incontrollabile.

 

Il 'funzionamento' fisiologico degli organi sessuali, infatti, è sostanzialmente indipendente dalla volontà e subisce in maniera rilevante gli esiti di tutte le tensioni emozionali che abitano la persona e che facilmente si riversano nella relazione di coppia: ansia da prestazione, sentimenti di insicurezza riguardo al proprio aspetto e al proprio ruolo, tensione dovuta a una scarsa o a una distorta comunicazione con il partner. Interpretazioni errate della reattività sessuale occorrono spesso all'interno delle relazioni umane o in momenti differenti delle stesse.

 

Il problema non deriva tanto dalla presenza di vissuti disarmonici, quanto piuttosto dal fatto che essi possano diventare categorie attraverso cui si struttura il rapporto sessuale, determinando una serie di inconvenienti superabili solo tramite l'intervento di un sessuologo.

 

Inoltre, esistono condizionamenti che tendono a 'definire', spesso arbitrariamente, una sessualità 'normale' e i comportamenti che se ne discostano, come perversioni. In linea di massima, tali suggestioni considerano normale il sesso con fine procreativo, o che si realizza attraverso posizioni predefinite come quelle del missionario e more ferarum, in cui il maschio ha una posizione sempre prevalente rispetto alla donna.

 

Ne è da dimenticare la concezione freudiana del genital love secondo la quale la sessualità matura fra un uomo e una donna trova il suo apice nella relazione genitale. Inoltre, molti miti e tabù (il maschio sempre pronto a 'funzionare', l'orgasmo vaginale e quello simultaneo dei partner, i 'peccati' della masturbazione, delle fantasie erotiche, eccetera) possono generare una notevole discrepanza tra l'esperienza reale e le attese.

 

Queste false credenze spesso originano ansie e sensi di colpa che portano le persone a evitare, o comunque a limitare, alcuni comportamenti sessuali privando il rapporto di una delle sue componenti più importanti: il gioco. Tre elementi possono costituire un grande ostacolo all'esperienza di una sessualità sana e terapeutica.

  1. L'inibizione del comportamento masturbatorio in presenza dell'altro partner.
  2. L'idea che ogni rapporto sessuale debba concludersi con una penetrazione e un orgasmo simultaneo.
  3. La sindrome di controllo.

1. Si tende a inibire la masturbazione in presenza del partner, perché spesso le si attribuisce erroneamente un significato di esclusione o disinteresse dell'altro dalla (o per la) propria esperienza di piacere. Quando la masturbazione non rappresenta una ostile esclusione o una sostituzione dell'altro, essa può diventare un momento di grande intimità, nel corso del quale il partner che si masturba è disponibile a 'esibirsi' di fronte a un compagno ritenuto alleato e affidabile, anche nella grande fragilità che l'autosoddisfacimento sessuale produce. Provare questa esperienza aprirà le porte a un momento di grande piacere e di grande condivisione con il partner.

 

2. Un altro modello da abbandonare, parzialmente collegato al tabù della masturbazione, è quello della penetrazione con orgasmo simultaneo. Infatti, il piacere generato dalla masturbazione (anche reciproca), dal sesso orale, oppure da stimoli di qualsiasi altro genere, è spesso considerato 'secondario', soprattutto, se giudicato secondo il mito della sessualità procreativa. Nell'esperienza, invece, è vero semmai il contrario. Una coppia che sa darsi piacere, anche al di fuori di modelli genitali di penetrazione, che sa allontanarsi dalla prescrizione dell'orgasmo simultaneo, possiede un registro del piacere più ricco e più flessibile: in cui i ruoli attivi e passivi sono intercambiabili e meno sensibili ai condizionamenti determinati dalla stanchezza della vita quotidiana, dallo stress, dall'ansia, tutti fenomeni che possono causare, in coppie meno duttili, un'inibizione al coinvolgimento sessuale completo.

 

3. Infine, anch'essa parzialmente collegata al modello della penetrazione e dell'orgasmo simultaneo, è la sindrome di controllo. Tutti noi, chi più chi meno, tendiamo a 'gestire' alcuni aspetti della vita nostra e degli altri; si potrebbe affermare che la necessità di controllo, da cui erroneamente si fa discendere il senso di sicurezza, è antica quanto l'uomo, tanto che l'incontro con la sessualità, implicante una certa perdita di controllo e il mettersi a nudo, spesso ci mette in crisi. Del resto, nella relazione sessuale è possibile 'strutturare' una sorta di corazza che consente di togliersi gli abiti senza mostrarsi nudi. I ruoli, imposti o autoprescritti, sono per l'appunto una forma di difesa tramite la quale evitiamo di abbandonarci completamente all'altro, illudendoci così di mantenere un certo controllo su una situazione che potrebbe altrimenti sfuggirci.

 

La pratica del sesso terapeutico prevede il rinforzo della capacità di lasciarsi andare. Per questo, diventa particolarmente importante mettere in atto alcune strategie di rassicurazione reciproca. Fra queste, un posto rilevante è occupato dal dialogo: saper parlare delle proprie fantasie erotiche, delle proprie aspettative sessuali, dei propri timori con il partner è importante almeno quanto mettere in atto i comportamenti necessari per realizzare i propri desideri. Ovviamente, perché un dialogo possa svilupparsi e mantenersi è fondamentale una capacità di ascolto libera da giudizi e, soprattutto, da pregiudizi.

 

Liberamente tratto da "Per piacere e per salute" di E. Minelli e N. Vozzella

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