Cosa accade durante il rapporto sessuale?

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il rapporto sessuale

 

Per lungo tempo la scienza medica ha espropriato il corpo della sua valenza simbolica e, seguendo i dettami del riduzionismo, ha 'ridotto' la sessualità nell'ambito della funzione riproduttiva.

 

Ma con lo studio della PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia) si sta scoprendo come la psiche sia il 'direttore' di un'orchestra composta dai sistemi nervoso, endocrino e immunologico. L'equilibrio armonico di questi apparati mantiene il benessere psicofisico; mentre se uno solo di essi 'stona' ne risente tutta la musica dell'organismo.

 

Durante il rapporto sessuale si attiva un network di vasi, nervi e sostanze chimiche che sollecita le energie corporee e le propaga. A questa attivazione partecipano tanto gli stimoli interni quanto gli stimoli esterni che coinvolgono la vista, l'olfatto, l'udito e il tatto e sono fondamentali per innescare, mantenere o inibire l'eccitazione sessuale.

 

La prima funzione coinvolta è la vista: la persona che può diventare oggetto del nostro desiderio ci appare davanti agli occhi. Secondo alcuni studiosi, se l'immagine ci è gradita, la percezione che ne ricaviamo raggiunge l'amigdala, una ghiandola situata in profondità nel cervello, responsabile dell'attivazione di alcuni meccanismi di risposta allo stress, la quale ci fornisce un primo stimolo riguardo alla persona che abbiamo di fronte.

 

In questa primissima fase ciò che possiamo capire è solo se ci interessa oppure no. Dall'amigdala la percezione dell'oggetto del  'desiderio' viene registrata nella corteccia occipitale (la parte posteriore del cervello su cui vengono proiettate le immagini). Da qui l'immagine verrà trasferita ad altre aree corticali che valuteranno la componente emozionale dello stimolo; quando esso giungerà alla corteccia associativa dell'area temporale, saremo in grado di fare un confronto con altre esperienze simili e valutare il vero grado di interesse per la persona che abbiamo di fronte.

 

Se decidiamo che lei/lui fa per noi, e non vi sono freni inibitori, metteremo in gioco le aree cerebrali profonde legate all'eccitazione: l'ipotalamo, il tronco dell'encefalo e, attraverso la spina dorsale, gli organi genitali, che, a loro volta, seguendo il percorso del midollo spinale, rimanderanno segnali al tronco dell'encefalo e poi a tutto il cervello.

 

Tutto questo succede solo a seguito di uno stimolo visivo. Per quanto riguarda, invece, l'olfatto, alcuni scienziati ritengono che esista anche nell'uomo, come negli animali, una via erotico-olfattiva. È esperienza comune, infatti, l'aver scelto o rifiutato un partner in base, per esempio, all'odore della pelle. La scelta del partner è spesso da attribuire a percezioni non ben spiegabili nelle quali, probabilmente, entrano in gioco stimolazioni sensoriali, e talvolta anche subliminali, che rimandano a emozioni, percezioni e valutazioni cognitive sedimentate nel tempo.

 

Anche il senso del gusto può avere un ruolo nell'attrazione sessuale: infatti, dal punto di vista della stimolazione sensoriale, durante un bacio la via gustativa 'scarica' dalla lingua molte informazioni che trasferisce alla corteccia gustativa.

 

Pure i dati che derivano dalla percezione tattile giungono al cervello, il quale, dopo averli elaborati, invierà a sua volta un segnale ai genitali: se il messaggio è positivo crescerà l'eccitazione erotica; se, invece, è negativo il desiderio verrà sopito.

 

A questo proposito diversi studi hanno dimostrato una maggiore risposta dell'uomo ai segnali provenienti dai genitali, mentre per la donna sembra abbiano maggiore importanza i segnali di origine cerebrale a carattere emozionale.

 

Tutte le stimolazioni tattili e visive giungono al sistema neurovegetativo e producono un effetto sui genitali. Nell'uomo l'erezione del pene si realizza grazie alle fibre nervose del sistema parasimpatico che lo innervano. Si verifica una vasodilatazione; aumenta così il flusso sanguigno che riempie i corpi cavernosi determinando una congestione del pene e un conseguente incremento del suo volume.

 

Nella donna l'afflusso maggiore di sangue ai genitali determina una più intensa produzione di fluidi vaginali. Si modificano le dimensioni delle labbra, il clitoride diventa più grande e turgido come se fosse un piccolo pene.

 

Quando poi il membro maschile entra in vagina, il ritmo delle penetrazioni provoca un incremento dell'eccitazione e una stimolazione del sistema nervoso simpatico le cui fibre emergono dal midollo spinale e innervano gli organi genitali.

 

Durante il coito giungono al cervello moltissime informazioni erotiche coinvolgenti  3 aree: l'insula, che integra le informazioni della vista e del tatto con l'immaginazione; l'ipotalamo, che riceve impulsi e stimola ulteriormente gli organi genitali; l'ippocampo, influenzato dalle emozioni, che ha il compito di organizzare i ricordi; in questa sede rimarranno impresse in modo persistente e potenzialmente condizionante le nostre esperienze sessuali.

 

Grazie alla stimolazione dell'ipotalamo viene potenziata l'azione del sistema simpatico che, sostenuto dalle contrazioni ritmiche del coito, provoca l'eiaculazione dello sperma e un'emissione di liquido dalla vagina non sempre percepita dalla donna.

 

Tramite la PET (una tecnica di imaging), è stato possibile studiare che cosa accade nel cervello maschile durante l'orgasmo: le modificazioni registrate coinvolgono anche gli ormoni e i neurotrasmettitori. Dal cervelletto partono impulsi motori che determinano automatismi quali vocalizzazioni, espressioni facciali e gesti corporei.

 

L'orgasmo, poi, porta all'attivazione, nel cervello, del 'circuito del piacere' che causa la liberazione di dopamina. Vengono così collegate 3 aree cerebrali lontane fra loro: il sistema limbico, sede delle emozioni, l’amigdala e l'ippocampo così da registrare la memoria dell'emozione orgasmica e la sua intensità.

 

Hanno un ruolo importante anche l'ossitocina (secreta dall'ipofisi), che regola le contrazioni degli organi genitali e la serotonina, responsabile di quella sensazione di benessere che pervade tutto il corpo dopo l'orgasmo.

 

Nel cervello della donna, finora meno studiato, oltre al circuito del piacere, che libera dopamina, si attiva anche un sistema di allerta che controlla le reazioni di paura e di difesa. Nella donna, inoltre, dopo l'orgasmo non prende il sopravvento il sistema simpatico, che invece annulla l'erezione del pene e dà l'avvio al cosiddetto 'periodo di refrattarietà' (10 minuti circa) durante il quale l'uomo prova un senso di soddisfazione e non desidera altri rapporti; per questo motivo la donna può avere una successione di orgasmi ravvicinati.

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