L’orgasmico punto G

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orgasmi femminili

Si è versato molto inchiostro per cercare di dimostrare l'esistenza del punto G. Per alcuni scienziati e donne è un mito, per altri è una realtà.

 

Già nell'antica Grecia, Aristotele parlava nei suoi scritti di una sorta di eiaculazione femminile collegata a quello che oggi conosciamo come punto G.

 

Questa zona erogena fu scoperta nel 1950 dal ginecologo tedesco Ernst Grafenberg, che la descrisse come una zona di eccitazione molto importante ( e senza dubbio distinta dalla clitoride) che procurava orgasmi, secondo le testimonianze di diverse pazienti.

 

In seguito, nel 2001, lo psicologo americano Terence Hines sottrasse importanza alla scoperta di Grafenberg, spiegando che la sua ricerca era alquanto sminuita dal fatto che il ginecologo tedesco aveva studiato la sensibilità del punto di G in 12 donne, e l'aveva riscontrata solo in 4 di loro.

 

Dalla scoperta ufficiale a oggi, molti scienziati si sono opposti alle teorie di Grafenberg (naturalmente il nome di «punto G» è dato dall'iniziale del cognome dello scopritore), ma al momento sono molti i sessuologi che difendono l'esistenza di questa zona erogena.

 

Teorie a parte, la donna sei tu. Non può esistere un testimone migliore dell'esistenza del punto G. Se sei già consapevole di averlo grazie a tutto ciò che hai letto e al fatto che una prova della sua esistenza sono i fantastici orgasmi che raggiungi, complimenti. Se non lo hai ancora trovato, utilizza te stessa come cavia: fa' ricerche con il tuo corpo e le tue sensazioni. Sarà bellissimo.

 

Nel prossimo articolo approfondiremo l’argomento punto G e vedremo come fare per individuarlo.

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